“True Velvet” di India Mahdavi per Pierre Frey

"True Velvet" di India Mahdavi per Pierre Frey | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

“Le velours est l’une des seules matières qui soit à la fois sensuelle et qui prend la couleur d’une façon aussi lumineuse et profonde.

J’aime manier les contrastes entre les jeux graphiques et les palettes vives et intenses.

Avec cette collection, le velours prend une autre dimension, à la fois plus enveloppante et joyeuse, à l’image de tout ce que j’aime. »

India Mahdavi, la regina dei colori, disegna per Pierre Frey “True Velvet”,  una collezione di velluti che rispecchia il suo stile: policromo e cosmopolita, fatto per illuminare gli interni di tutte le latitudini.

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Mappature | VDA – Valentina Dell’Amore

MAPPATURE | VDA - Valentina Dell'Amore | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Nei 27 scatti di “Mappature”, Valentina Dell’Amore, interior designer e fotografa romana, racconta la sua interpretazione dello spazio come dimensione viva dell’abitare.

In ogni immagine il vuoto tra il soggetto e l’osservatore è vivo e indaga sul misterioso susseguirsi degli eventi.

Oggetti, architettura e paesaggio si caricano di memorie, significati e stratificazioni attraverso inquadrature, punti di vista diversi e giochi di luce ed ombra. View Full Post

Loft Metropolitano IM di Matca Studio

OPEN HOUSE 2017 | INTERNI ROMANI

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | Loft Metropolitano IM - Matca Studio | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Un loft nell’eclettico quartiere di Torpignattara, nel palazzo del famoso murales del duo artistico degli Herakut.

I proprietari, un regista teatrale e una curatrice, entrambi  free lance creativi, chiedono agli architetti Tania Castagno e Mario Augusti (Matca Studio) uno spazio dinamico: accogliente ed intimo negli spazi privati, funzionale e pratico nelle zone studio.

La casa si articola su due livelli. Lo spazio è fluido, senza porte, tranne per gli ambienti di servizio.

Una scala in ferro, bianca ed essenziale, collega il piano inferiore con quello superiore.

Ovunque sono disseminati i libri e le bellissime fotografie di arte sulle esili mensole in ferro grezzo disegnati e realizzati su misura.

Al  livello superiore lo spazio è dominato dal work space di Doll’s Eye Reflex, con una parete rivestita di carta da parati dal disegno jungle.

Due vetrate delimitano lo spazio. La prima, scorrevole in ferro e vetro disegnata e realizzata su misura, separa lo studio dalla cucina. L’altra permette l’accesso al terrazzo, oasi verde piena di sole e colore. View Full Post

Casa Nave a Testaccio di Emanuela Petrucci Architetto

OPEN HOUSE 2017 | INTERNI ROMANI

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | Casa Nave a Testaccio | Emanuela Petrucci Architetto | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)Un appartamento di 60 mq nel cuore di Testaccio, di fronte al nuovo Mercato.

Un’area storica di Roma, dove l’anima della tradizione e dell’innovazione – garantita da nuovi interventi di riqualificazione del Mattatoio, Piazza Testaccio ed il Mercato stesso, la rendono una delle zone più amate e vivaci della Capitale.

L’obiettivo dell’architetto Emanuela Petrucci  era quello di rendere funzionale una casa piccola e luminosa.

Per farlo ha fatto realizzare artigianalmente su suo disegno arredi eleganti, mimetici e capienti che sono stati ecletticamente mixati con arredi vintage personalizzati, lampade realizzate ad hoc e soluzioni più economiche per contenere i costi.

La scelta dei colori grigio e menta per le pareti, di velluto e lino per i tendaggi, di fantasie jungle per il rivestimento del letto, rendono l’insieme elegante mantenendo un tocco fresco e giovanile.

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | Casa Nave a Testaccio | Emanuela Petrucci Architetto | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com) View Full Post

LOFT Co55 di Architects at Work (AAW Studio)

OPEN HOUSE 2017 | INTERNI ROMANI

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | LOFT Co55 - Architects at Work (AAW Studio) | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

L’attico di un edificio razionalista degli anni ’60 nel centro storico di Roma, a due passi da Campo de’ Fiori.

Gli architetti di Architects at Work (AAW Studio) hanno riportato a nudo la struttura portante di travi e pilastri in calcestruzzo armato per risaltarne la sequenza.

Un loft dal forte sapore industriale scaldato dal pavimento a plance in rovere naturale e mitigato dai colori pastello delle pareti.

La continuità con il terrazzo che costeggia tutto l’appartamento è operata tramite ampie finestrature.

Il tavolo da pranzo e la cucina sono realizzati su misura in acciaio e vetro e sospesi attorno ai pilastri al fine di risaltare la permeabilità della luce.

Elementi di arredo realizzati ad hoc per l’appartamento si affiancano ad oggetti di recupero e a pannelli industriali riadattati.

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Casa Catone di Massimo Adario Architetto

OPEN HOUSE 2017 | INTERNI ROMANI

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | Casa Catone - Massimo Adario Architetto | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Un appartamento in un palazzo costruito subito dopo l’Unità d’Italia.

L’architetto Massimo Adario decide di preservare la distribuzione convenzionale iniziale: 6 ambienti collegati tra loro tramite un corridoio con un solo bagno. Ne ricava 3 bagni e mantiene l’impostazione iniziale che attribuiva ad ogni ambiente una funzione. La valorizza sottolineando ogni funzione con un colore. Le pareti delle stanze sono dipinte con colori sempre diversi che prendono spunto dai pavimenti palladiani originali. La scelta degli arredi rimarca poi l’indipendenza di ciascun ambiente.

Unica eccezione, lo studio che fa da cerniera tra soggiorno e cucina e ha una vista straordinaria sulla Cupola di San Pietro da 5 finestre. Le pareti di questa stanza vengono rivestite da una carta da parati disegnata dall’architetto a partire da tre incisioni settecentesche. In questo modo la presenza reale del Cuppolone dialoga con i monumenti romani rappresentati sulla carta da parati: le rovine dei Fori, piazza del Quirinale con la fontana, l’obelisco e i due colossali Dioscuri.  View Full Post

Casa Baccina di Massimo Adario Architetto

OPEN HOUSE 2017 | INTERNI ROMANI

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | Casa Baccina - Massimo Adario Architetto | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Un appartamento all’ultimo piano di un caratteristico edificio nel quartiere Monti, a ridosso del Foro di Augusto.

Alla dimensione relativamente piccola degli interni, il progetto dell’architetto Massimo Adario risponde con una ricchezza che vuole essere, prima che dei materiali, del disegno della distribuzione e del dettaglio.

L’attuale configurazione è il risultato dell’accorpamento all’appartamento originale, dell’ultima rampa delle scale condominiale e del locale posto sul tetto che un tempo conteneva i depositi dell’acqua. La configurazione iniziale era abbastanza convenzionale: un piccolo soggiorno, un corridoio, una piccola camera ed una minuscola cucina collegata ad un altrettanto piccolo bagno. Un controsoffitto occultava poi il tetto originale con struttura in legno e pianelle in cotto.

L’appartamento si sviluppa soprattutto in verticale: dall’entrata al terzo piano una rampa di scale porta al primo livello con soggiorno, pranzo, cucina e due terrazze; da qui una scala realizzata con montanti in ottone e gradini a giorno rivestiti di cuoio porta ad un soppalco; infine con un ascensore in vetro si arriva al terzo livello con il bagno e una piccola terza terrazza che guarda al Campidoglio e all’altare della Patria.

Sono stati usati pochi materiali: marmo (grigio carnico), legno (ebano macassar), metallo (ottone brunito), cuoio (color testa di moro), alcantara. Gli arredi sono stati realizzati su disegno (la libreria, il guardaroba, la cucina) o preferibilmente scelti vintage tra gli anni ‘40 agli anni ’70 (credenza francese in legno laccato nero lucido con disegni cinesi in oro, tavolo italiano in ottone e vetro, sedie sempre italiane con struttura in metallo e imbottiti in pelle scamosciata ecc).

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OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI

Anche quest’anno Open House Roma 2017 ha aperto al pubblico, per un weekend, le porte di oltre 200 siti della capitale notevoli per peculiarità architettoniche e artistiche.

Tante le case private aperte ad appassionati di architettura e arte che hanno avuto la possibilità di ascoltare l’evoluzione dei progetti direttamente dalla bocca di architetti e progettisti.

La Chaise Bleue ha selezionato i 5 interni romani che ritiene più significativi e in linea con il suo stile.

CASA BACCINA – Massimo Adario Architetto

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | Casa Baccina di Massimo Adario Architetto | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

PHOTO | Birgitta Wolfgang / Sister Agency

CASA CATONE – Massimo Adario Architetto

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | Casa Catone di Massimo Adario Architetto | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

PHOTO | Birgitta Wolfgang / Sister Agency

LOFT Co55 – Architects at Work

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | LOFT Co55 - Architects at Work | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

PHOTO | Edoardo Rosati.

CASA NAVE A TESTACCIO –  Emanuela Petrucci

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | Casa Nave a Testaccio | Emanuela Petrucci Architetto | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

PHOTO | Marco Thomas Piacentini.

LOFT METROPOLITANO IM – Matca Studio

OPEN HOUSE ROMA 2017 | INTERNI ROMANI | Loft Metropolitano IM - Matca Studio | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

PHOTO | Irene Alison

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Apartment Roma | Quincoces-Dragò

Apartment Roma | Quincoces-Dragó | Photography: Alberto Strada | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)Un appartamento a Roma per una famiglia dai gusti milanesi.

Il progetto su misura degli architetti David Lopez Quincoces & Fanny Bauer Grung trasforma lo spazio del 1920 per adattarlo a una coppia con un bambino.

Squadre di artigiani calati dalla Brianza realizzano un prodotto sartoriale per i giovani padroni di casa, appassionati di design d’autore.

L’appartamento era inizialmente caratterizzato da una distribuzione classica: grande ingresso, soggiorno-pranzo, corridoio con cucina e bagno e due camere da letto.

Lo Studio Quincoces-Dragò separa nettamente la zona giorno dalla zona notte. La cucina sostituisce l’ingresso. La stanza del bimbo occupa lo spazio precedentemente adibito alla cucina. Il bagno e le due camere si sono uniti in una suite per i genitori con cabina armadio e una grande sala da bagno.

La continuità fra soggiorno e pranzo è stata realizzata tramite l’apertura di un nuovo arco, identico nelle proporzioni agli archi originali delle finestrature, nel quale sono state inseriti pannelli scorrevoli a scomparsa.

Il parquet e gli infissi sono stati ristrutturati, le vetrate ad arco degli anni ’20 sono ancora le protagoniste della scena.

Le diverse zone della casa sono divise da pannelli in cemento-resina dalle maniglie in ottone brunito, utilizzate anche per nascondere armadi e vani di servizio.

Nei bagni dal taglio moderno, l’uso del travertino a pori aperti dai toni chiari richiama il classico bagno romano.

L’effetto cromatico finale, in cui elementi dalle tinte calde, in legno e ottone brunito, spiccano sullo sfondo bianco, è molto caldo ed elegante.

[ Dopo le immagini troverete il “Get the look” con i link agli elementi di design e arredamento utilizzati… ]

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“Matrice” di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma

"Matrice" di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma | Photo by Giulia Mandetta | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

“Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori.”

Ci accoglie così il Palazzo della Civiltà Italiana.

La gigantesca opera di epoca fascista, realizzata nel quartiere Eur a Roma per l’Esposizione Universale del 1942, e mai utilizzata, dal 2015 è nuovo headquarter della maison Fendi.

Dal 27 gennaio 2017, nell’ala esposizioni, la Maison romana ospita “Matrice” di Giuseppe Penone.

Era da un pò che volevo visitare quello che è stato ribattezzato negli anni “Colosseo Quadrato” e lunedì ci sono riuscita.

Il cielo azzurro faceva da sfondo all’architettura monumentale e sospesa del Palazzo.

Con le sue opere, Giuseppe Penone contrappone alla geometria precisa e agli elementi marmorei del Palazzo un senso della materia e della forma come entità vive e organiche.

L’effetto finale è quello di una natura ricreata in interno e misteriosamente cresciuta nelle grandi navate del piano terra del Palazzo: un dialogo tra natura e cultura, tra tempo biologico e storia.

La mostra, curata da Massimiliano Gioni, Direttore Artistico del New Museum di New York, racchiude diciassette opere realizzate da Penone dagli anni Settanta a oggi, molte delle quali inedite ed esposte per la prima volta in Italia.

“Le opere mutano a seconda del luogo in cui sono esposte, dialogano con lo spazio.”

"Matrice" di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma | Photo by Giulia Mandetta | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Giuseppe Penone – Matrice (2015)

"Matrice" di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma | Photo by Giulia Mandetta | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Giuseppe Penone – Foglie di Pietra (2013), Spine d’Acacia-Contatto (2006), Essere Fiume (2010)

"Matrice" di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma | Photo by Giulia Mandetta | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Giuseppe Penone – Ripetere il bosco (1969-2016)

"Matrice" di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma | Photo by Giulia Mandetta | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Giuseppe Penone – Ripetere il bosco (1969-2016) , Indistinti Confini-Anio (2012)

Giuseppe Penone è uno dei più grandi scultori viventi, esponente della corrente dell’Arte Povera. Le sue sculture combinano materiali quali legno, cera, pelle, marmo e bronzo e celebrano il fascino delle forze trasformative della natura. La connessione e la tensione tra la natura e l’umanità pervadono i suoi lavori, evocando tematiche legate all’ecologia e alla conservazione dell’ambiente.

La mostra prende il titolo da una delle opere più spettacolari, MATRICE (2015): una scultura lunga trenta metri in cui un tronco di abete è stato scavato seguendo un anello di crescita, portando così in superficie il passato dell’albero, la sua storia e le trasformazioni attraverso il tempo. Nel legno di abete è incastonata una forma di bronzo che sembra raggelare il flusso di vita della natura. Come molte opere di Penone, Matrice rivela l’interesse dell’artista nei confronti del rapporto tra tempo e natura e, metaforicamente, tra nature, umanità e caducità.

“Gli alberi ci appaiono solidi, ma se li osserviamo attraverso il tempo, nella loro crescita, diventano una materia fluida e plasmabile. Un albero è un essere che memorizza la sua forma e la sua forma è necessaria alla sua vita, quindi è una struttura scultorea perfetta, perché ha la necessità dell’esistenza,” spiega Giuseppe Penone. View Full Post