Apartment Roma | Quincoces-Dragò

Apartment Roma | Quincoces-Dragó | Photography: Alberto Strada | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)Un appartamento a Roma per una famiglia dai gusti milanesi.

Il progetto su misura degli architetti David Lopez Quincoces & Fanny Bauer Grung trasforma lo spazio del 1920 per adattarlo a una coppia con un bambino.

Squadre di artigiani calati dalla Brianza realizzano un prodotto sartoriale per i giovani padroni di casa, appassionati di design d’autore.

L’appartamento era inizialmente caratterizzato da una distribuzione classica: grande ingresso, soggiorno-pranzo, corridoio con cucina e bagno e due camere da letto.

Lo Studio Quincoces-Dragò separa nettamente la zona giorno dalla zona notte. La cucina sostituisce l’ingresso. La stanza del bimbo occupa lo spazio precedentemente adibito alla cucina. Il bagno e le due camere si sono uniti in una suite per i genitori con cabina armadio e una grande sala da bagno.

La continuità fra soggiorno e pranzo è stata realizzata tramite l’apertura di un nuovo arco, identico nelle proporzioni agli archi originali delle finestrature, nel quale sono state inseriti pannelli scorrevoli a scomparsa.

Il parquet e gli infissi sono stati ristrutturati, le vetrate ad arco degli anni ’20 sono ancora le protagoniste della scena.

Le diverse zone della casa sono divise da pannelli in cemento-resina dalle maniglie in ottone brunito, utilizzate anche per nascondere armadi e vani di servizio.

Nei bagni dal taglio moderno, l’uso del travertino a pori aperti dai toni chiari richiama il classico bagno romano.

L’effetto cromatico finale, in cui elementi dalle tinte calde, in legno e ottone brunito, spiccano sullo sfondo bianco, è molto caldo ed elegante.

[ Dopo le immagini troverete il “Get the look” con i link agli elementi di design e arredamento utilizzati… ]

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“Matrice” di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma

"Matrice" di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma | Photo by Giulia Mandetta | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

“Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori.”

Ci accoglie così il Palazzo della Civiltà Italiana.

La gigantesca opera di epoca fascista, realizzata nel quartiere Eur a Roma per l’Esposizione Universale del 1942, e mai utilizzata, dal 2015 è nuovo headquarter della maison Fendi.

Dal 27 gennaio 2017, nell’ala esposizioni, la Maison romana ospita “Matrice” di Giuseppe Penone.

Era da un pò che volevo visitare quello che è stato ribattezzato negli anni “Colosseo Quadrato” e lunedì ci sono riuscita.

Il cielo azzurro faceva da sfondo all’architettura monumentale e sospesa del Palazzo.

Con le sue opere, Giuseppe Penone contrappone alla geometria precisa e agli elementi marmorei del Palazzo un senso della materia e della forma come entità vive e organiche.

L’effetto finale è quello di una natura ricreata in interno e misteriosamente cresciuta nelle grandi navate del piano terra del Palazzo: un dialogo tra natura e cultura, tra tempo biologico e storia.

La mostra, curata da Massimiliano Gioni, Direttore Artistico del New Museum di New York, racchiude diciassette opere realizzate da Penone dagli anni Settanta a oggi, molte delle quali inedite ed esposte per la prima volta in Italia.

“Le opere mutano a seconda del luogo in cui sono esposte, dialogano con lo spazio.”

"Matrice" di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma | Photo by Giulia Mandetta | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Giuseppe Penone – Matrice (2015)

"Matrice" di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma | Photo by Giulia Mandetta | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Giuseppe Penone – Foglie di Pietra (2013), Spine d’Acacia-Contatto (2006), Essere Fiume (2010)

"Matrice" di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma | Photo by Giulia Mandetta | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Giuseppe Penone – Ripetere il bosco (1969-2016)

"Matrice" di Giuseppe Penone al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma | Photo by Giulia Mandetta | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)

Giuseppe Penone – Ripetere il bosco (1969-2016) , Indistinti Confini-Anio (2012)

Giuseppe Penone è uno dei più grandi scultori viventi, esponente della corrente dell’Arte Povera. Le sue sculture combinano materiali quali legno, cera, pelle, marmo e bronzo e celebrano il fascino delle forze trasformative della natura. La connessione e la tensione tra la natura e l’umanità pervadono i suoi lavori, evocando tematiche legate all’ecologia e alla conservazione dell’ambiente.

La mostra prende il titolo da una delle opere più spettacolari, MATRICE (2015): una scultura lunga trenta metri in cui un tronco di abete è stato scavato seguendo un anello di crescita, portando così in superficie il passato dell’albero, la sua storia e le trasformazioni attraverso il tempo. Nel legno di abete è incastonata una forma di bronzo che sembra raggelare il flusso di vita della natura. Come molte opere di Penone, Matrice rivela l’interesse dell’artista nei confronti del rapporto tra tempo e natura e, metaforicamente, tra nature, umanità e caducità.

“Gli alberi ci appaiono solidi, ma se li osserviamo attraverso il tempo, nella loro crescita, diventano una materia fluida e plasmabile. Un albero è un essere che memorizza la sua forma e la sua forma è necessaria alla sua vita, quindi è una struttura scultorea perfetta, perché ha la necessità dell’esistenza,” spiega Giuseppe Penone. View Full Post

Loft Apartment in West Melbourne by AA Architects (Adrian Amore Architects)

Loft Apartment in West Melbourne by AA Architects (Adrian Amore Architects) | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com) Un’ex fabbrica di burro di West Melbourne si trasforma in un suggestivo loft.

Gli AA Architects (Adrian Amore Architects) regalano una nuova forma alla vita domestica: aboliscono le mura rettilinee convenzionali, sostituendole con forme sinuose.

Lo spazio, fluido e intricato, si snoda attorno alla scala scultorea di collegamento fra il loft e la terrazza panoramica affacciata sul paesaggio urbano di Melbourne.

La scelta di una tavolozza monocromatica bianca fa parlare i volumi e le curve. Qualche elemento color carbone scandisce i diversi ambienti della casa. View Full Post

9 best | Wireframe chairs | Sedie a fil di ferro

9 best | Wireframe chairs | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com) Sedie dal disegno sottile e geometrico.

Lo spazio non è più occupato da volumi ma da linee pure.

Sedie affilate, taglienti e… comode?

La silhouette pulita ne permette l’inserimento in diversi contesti, adattandosi ad ambienti moderni e storici.

La Chaise Bleue ama molto gli accostamenti di stili diversi. In ambienti belli e senza tempo in cui possano convivere elementi antichi e creazioni contemporanee, queste sedie possono avere un largo uso.

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The “Happy Room” by Cristina Celestino for Fendi at Design Miami/2016

The "Happy Room" by Cristina Celestino for Fendi at Design Miami/2016 | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com) Alla Design Miami 2016 (30 novembre – 4 dicembre 2016), Fendi ha presentato la “Happy Room” della designer friulana Cristina Celestino.

Una VIP room itinerante in cui “sfilano” 12 oggetti di design ispirati ad alcuni dei caratteri distintivi della maison di moda italiana.

Una collezione di arredi femminili e sofisticati con un forte richiamo alle forme arrotondate e ai colori pastello degli anni ’50.

Il tocco di Cristina Celestino è riconoscibile nel sapiente uso di elementi artigianali e nell’inaspettata giustapposizione di materiali e tessuti eterogenei: l’ottone, il vetro, la pelliccia, il velluto e il marmo.

I divani e le poltrone hanno gonne di pelliccia di volpe; il set di tavolini con intarsi di marmi e pietre preziose hanno le sembianze di un orecchino con la sua chiusura.The "Happy Room" by Cristina Celestino for Fendi at Design Miami/2016 | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com) View Full Post

Greenery | PANTONE Color of the Year 2017

Greenery | PANTONE Color of the Year 2017 | Selected by La Chaise Bleue (lachaisebleue.com)PANTONE® ha da poco svelato il colore eletto per il 2017.

Benvenuto Greenery!!!

«Una fresca e frizzante sfumatura giallo-verde che evoca i primi giorni della primavera, quando il verde della natura si rinvigorisce e rinnova». Vita, allegria, ottimismo, speranza…

Fermati. Respira. Riconnettiti con la natura.

E’ questo l’invito che PANTONE® nasconde dietro la scelta del COLOR OF THE YEAR 2017.

Dal 2010 PANTONE® elegge un colore per ogni anno.

Dal “ceruleo” del 2010 si sono succedute tonalità come il “rosa fucsia” (2001), il “blu turchese” (2005), “mimosa” (2009), il “tangerine tango” (2012), il “verde smeraldo” nel 2013, il “Marsala” nel 2015 e le due nuance “serenity” e “rosa quarzo” dello scorso anno.

Di anno in anno le tinte scelte influenzano tutti gli ambiti della vita: l’architettura, il design, la moda.

La Chaise Bleue ha individuato il Greenery in alcune delle location più trendy del momento… View Full Post

New Opening | London Design Museum by John Pawson, OMA, Arup and Allies and Morrison

Da oggi il London Design Museum ha una nuova sede: l’ex Istituto del Commonwealth a South Kensington.

Dopo 27 anni lascia quello che in passato era un deposito di banane in Shad Thames e che sarà presto trasformato nell’archivio di Zaha Hadid Architects.

Della conversione del palazzo del 1960, icona del Modernismo Britannico, si sono occupati l’architetto inglese John Pawson, che ne ha rimodellato gli interni; gli olandesi OMA e gli studi londinese Arup e Allies and Morrison che hanno adeguato l’involucro dell’edificio ripensando rispettivamente gli aspetti architettonici e ingegneristici. View Full Post

Un caffè sospeso sul Musée du Louvre | Il Café Mollien di Mathieu Lehanneur a Parigi

Un caffè sospeso sul Musée du Louvre | ll Café Mollien di Mathieu LehanneurVoliamo nel centro di Parigi, nel suo cuore, in uno dei musei più famosi al mondo, il Musée du Louvre.

Il designer Mathieu Lehanneur raccoglie una grande sfida: ripensare il Café Mollien, trait d’union tra il Museo, i giardini Carousel e quelli di Tuilleries.

Ha a disposizione una sala a L di 150 metri, alta 6 metri e dominata da imponenti colonne; una terrazza di 230 metri quadri con vista sulla Pyramide di Ieoh Ming Pei.

Il designer interviene inserendo elementi contemporanei negli ambienti classici del museo e riportando a scala umana un contesto monumentale.

A mezza altezza appende “tre grandi uova rosa pallido, luminose e traslucide” a una struttura tubolare, in ottone spazzolato di ispirazione art decò.

Per l’arredo Lehanneur scegli il bianco, “quasi un’eresia nel palazzo del colore”.

Il bianco di tavolini, sedie e sgabelli, spicca tra le tonalità naturali degli interni e continua nel lungo bancone in marmo posto all’entrata, in cima a una scala monumentale in pietra e bronzo.

Pochi elementi che sfidano e sottolineano allo stesso tempo la grandezza delle sale del museo.

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